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DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

I Disciplinari di Produzione contengono le regole che i nostri soci devono seguire per coltivare in maniera sostenibile, tutelando l’ambiente e le risorse naturali e i lavoratori. 

Il contenuto dei disciplinari è approvato dalle Autorità Competenti e sono necessari per la corretta applicazione delle buone pratiche agronomiche e della Difesa Integrata Volontaria e sono rinnovati annualmente. 

CERTIFICAZIONI

Tutti i prodotti agricoli dell’OP Sole e Rugiada sono certificati secondo il riferimento DT3, coltivati seguendo i principi della “produzione a lotta integrata”. Con questa scelta assicuriamo un livello di residuo di fitofarmaci inferiore al 30% del tetto consentito per legge.

SOSTENIBILITÀ

Sostenibilità per i soci di OP Sole e Rugiada significa la scelta e l’applicazione di attività chiare e responsabili finalizzate sia all’approvvigionamento sostenibile delle materie prime e all’utilizzo consapevole delle risorse naturali che alla tutela dei bisogni delle Persone partendo dal rispetto dei diritti umani fino alla creazione di un’ambiente di lavoro positivo.

 

Le Politiche di Sostenibilità perseguite dai soci prendono spunto dalle Convenzioni Internazionali ed in particolare dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo dell’ONU dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 SDGs, dalla normativa dell’Organizzazione Internazionale del lavoro, e dalle linee guida dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

SERVIZIO AGRONOMICO

Il pool tecnico dei nostri agronomi fornisce ai soci assistenza tecnica in campo e nel contempo effettua formazione nei confronti dei nostri associati anche per l’applicazione.

Inoltre periodicamente redige dei bollettini che forniscono alle aziende agricole, ai loro tecnici, ai consulenti e a tutti gli interessati le indicazioni utili per prevenire il diffondersi delle patologie che colpiscono le colture (in base ai modelli previsionali) e per rispettare i vincoli della difesa integrata obbligatoria e volontaria.

Di non secondaria importanza è la programmazione della produzione dei soci e la vigilanza sul rispetto dei Disciplinari di Produzione e dei Regolamenti per la lotta integrata e/o biologica.

GREEN NEW DEAL

Un sistema alimentare sano per le persone e il pianeta.

Il legame tra persone sane, società sane e un pianeta sano pone i sistemi alimentari sostenibili al centro del Green Deal europeo ovvero la strategia dell’UE per una crescita sostenibile e inclusiva. 

Esso è concepito per stimolare l’economia, migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini e tutelare la natura.

I prodotti alimentari europei costituiscono già uno standard a livello globale, sinonimo di sicurezza, abbondanza, nutrimento e qualità elevata. Questo è il risultato di anni di politiche dell’UE volte a proteggere la salute umana, degli animali e delle piante ed è frutto degli sforzi di agricoltori, pescatori e produttori del settore dell’acquacoltura. I prodotti alimentari europei dovrebbero ora diventare lo standard globale anche in materia di sostenibilità. 

 

In ambito agricolo la strategia cardine per rendere più sostenibile la catena di approvvigionamento alimentare dell’UE è stata denominata “Farm to Fork strategy”. 

I sistemi alimentari vanno riprogettati e messi su un percorso sostenibile perché oggi rappresentano quasi un terzo delle emissioni globali di gas a effetto serra, consumano grandi quantità di risorse naturali, provocano perdite di biodiversità e impatti negativi sulla salute (a causa della sottonutrizione e della sovranutrizione) e non consentono un equo ritorno economico e mezzi di sussistenza per tutti gli attori, in particolare per i produttori primari.

Tutti gli attori della filiera alimentare devono fare la loro parte per assicurarne la sostenibilità.
O.P. Sole e Rugiada intende contribuire al Green New Deal europeo investendo e promuovendo progetti di ricerca e iniziative particolari collocate principalmente nei seguenti ambiti: buone pratiche agronomiche, rispetto ambientale, innovazione.

BUONE PRATICHE AGRONOMICHE

Integrata, sostenibile e innovativa la filiera agroalimentare italiana assicura un efficiente controllo di qualità e di tracciabilità dell’intero ciclo di vita del prodotto nel rispetto di rigorosi standard normativi di sicurezza alimentare e di salvaguardia dell’ambiente.

La produzione orticola ad alto contenuto di servizio (quella che caratterizza i cosiddetti prodotti di “IV gamma” è tra i comparti agricoli in cui vengono effettuati significativi investimenti in ricerca e sviluppo, finalizzati a identificare una selezione di cultivar ad alte rese e ridotto input di fitofarmaci e fertilizzanti.

L’elevato livello di integrazione che caratterizza la filiera della quarta gamma garantisce una produzione efficiente, sicura e tracciabile ma allo stesso tempo fa sì che condizioni metereologiche avverse, presenza di patogeni infestanti le coltivazioni e la variabilità dei prezzi di vendita, influenzino l’intera catena produttiva. I cambiamenti climatici sono tra i più rilevanti fattori che condizionano la redditività della produzione orticola, causando difficoltà di carattere qualitativo e quantitativo legate al reperimento della materia prima destinata alla valorizzazione in prodotti ad alto contenuto di servizio. 

In risposta alle necessità sociali e ambientali, è in forte crescita lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili in grado di coniugare l’esigenza di alte rese e la salvaguardia ambientale basate sull’uso consapevole del suolo, la riduzione nell’uso di fertilizzanti e la minimizzazione delle emissioni di gas serra, in un’ottica di economia circolare e di green economy. Queste pratiche prevedono, tra le altre, l’utilizzo di tecniche di fertilizzazione sostenibile e l’impiego di tecniche di miglioramento genetico per generare varietà più resistenti ai patogeni e a condizioni ambientali sfavorevoli. 

PRATICHE AGRONOMICHE SOSTENIBILI PER IL CONTROLLO DEI PATOGENI

Dagli agrofarmaci alle soluzioni biologiche e integrate

Sostanze ottenute per via sintetica o di origine biologica, gli agrofarmaci sono impiegati nella protezione della coltivazione durante tutti gli stadi della sua crescita. Spesso definiti erroneamente pesticidi, gli agrofarmaci comprendono una larga classe di molecole e principi attivi finalizzati ad ottemperare con meccanismi di azione differenti la protezione della pianta.

Dal contrasto agli infestanti fino alla protezione, si distinguono cinque principali categorie in funzione delle tipologie di trattamento: fungicidi o anticrittogamici, insetticidi e acaricidi, erbicidi o diserbanti, nematocidi e fumiganti – a supporto della disinfestazione del terreno, fitoregolatori – a supporto della crescita.

Nel corso degli ultimi decenni, gli agrofarmaci hanno giocato un ruolo fondamentale ed insostituibile connesso all’aumento esponenziale del consumo di prodotti agricoli, consentendo una produzione intensiva a basso costo a beneficio di resa, sicurezza e qualità degli alimenti. In assenza di agrofarmaci il rischio di un sensibile abbattimento della produzione agricola è reale, principalmente a causa dell’incremento di patogeni responsabili di gravi crisi nella produzione agricola.

Due i progetti promossi da O.P. Sole e Rugiada a valere sul PSR 2014-2020 Misura 16 di Regione Lombardia Finalizzati a contrastare, con pratiche agronomiche a basso impatto ambientale, la presenza di un virus in grado di infettare velocemente le produzioni di insalate a cespo coltivate a pieno campo e destinate a prodotti di IV Gamma.

RISPETTO AMBIENTALE

Nell’arco di un decennio, e più precisamente entro il 2030, “Farm to Fork Strategy” mira a trasformare il sistema alimentare europeo, rendendolo più sano, equo e sostenibile, nel Continente e non solo, come previsto dagli obiettivi della transizione ecologica del “Green New Deal”.

La strategia perseguita sarà decisiva per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero e il settore agroalimentare gioca un ruolo chiave. Inoltre essa punta sul legame tra persone, società e pianeta, generando conseguenze positive per tutti: il cibo e le modalità con le quali viene prodotto, infatti, possono rafforzare questo rapporto, che troppo a lungo non è stato sufficientemente valutato. 

Produrre in modo più sostenibile e sano consoliderebbe la posizione dell’Europa come punto di riferimento per gli standard alimentari a livello globale. Peraltro, il settore agricolo europeo è l’unico al mondo ad aver ridotto le emissioni di gas serra del 20% a partire dal 1990”.

La strategia Farm to Fork coinvolge tutta la filiera agroalimentare, e di fatto rappresenta un tentativo senza precedenti per progettare una politica alimentare comune per tutti gli Stati membri, capace di intervenire dalla produzione al consumo. Inoltre, di riflesso, si vogliono influenzare positivamente gli standard produttivi a livello globale, disincentivando le pratiche non sostenibili anche negli Stati extraeuropei, a partire dai principali partner commerciali in ambito alimentare, per una transizione il più possibile condivisa.

I traguardi di massima che la strategia Farm to Fork si è posta possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

  • rendere la produzione alimentare più sostenibile, dalla lavorazione alla vendita, riducendo emissioni, consumi energetici e sprechi, anche nel settore dell’ospitalità e in quello ristorativo;
  • salvaguardare la fertilità dei terreni, un capitale prezioso e spesso trascurato;
  • garantire la sicurezza alimentare e contrastare le frodi lungo tutta la filiera;

promuovere l’acquisto di cibi prodotti rispettando l’ambiente e la pratica di abitudini sane a tavola, anche grazie all’etichettatura.

Le azioni da attuare entro il 2030, fissate con un percorso analogo a quello dell’Agenda Onu, sono:

  1. Dimezzare l’uso dei pesticidi chimici, riducendo ulteriormente quelli più dannosi per ambiente e salute umana;
  2. Ridurre l’eccessivo impiego di nutrienti nel settore agricolo, calando del 50% le perdite di sostanze del suolo e del 20% l’uso dei fertilizzanti, perché un’agricoltura meno esigente porterà a un minore sfruttamento del terreno e a una ridotta necessità di integrazioni per lo sviluppo delle piante;
  3. Ridurre del 50% le vendite di antimicrobici destinati all’allevamento e di antibiotici per l’acquacoltura, diminuendo i rischi dovuti all’antibioticoresistenza, per evitare la continua rincorsa per trovare nuovi prodotti efficaci contro i patogeni;

Destinare il 25% dei terreni agricoli ad agricoltura biologica, azione che si coniuga con le tre appena citate.

La ricerca di soluzioni alternative all’uso di pesticidi chimici e all’eccesso di fertilizzanti sono i contenuti di alcuni progetti ad oggi in corso in cui O.P. Sole e Rugiada si è attivata in qualità di capofila di partenariati cui partecipano Università, Enti di Ricerca e altre aziende del settore agroalimentare.

Sole e Rugiada è l’Organizzazione di Produttori (O.P.) sotto la quale si raggruppano le aziende agricole di proprietà del Gruppo La Linea Verde e gli oltre 70 partner di fiducia, aziende orticole qualificate presenti sul territorio nazionale che condividono la nostra cultura agricola.

Spesa finanziata con l’aiuto finanziario dell’Unione (art. 52 del Reg. UE n. 2021/2115) – Programma Operativo, Annualità 2025 –  CUP n. E65B24000830004

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