PROGETTO VAI IV
Studio e Valutazione dell’efficacia di Ammendanti Innovativi organici in colture di IV Gamma – V.A.I. – IV
Il progetto V.A.I. – IV è un progetto di ricerca che ha come scopo la valutazione degli ammendanti per la fertilizzazione delle insalate baby leaf in serra, lo studio mira a verificare se vi sono mutamenti delle caratteristiche del terreno e della fertilità dei suoli tali da determinare un mutamento, migliorativo specialmente, della qualità organolettica delle colture baby leaf lattughino verde e rucola selvatica a seguito dell’applicazione di fertilizzanti organici di diversa natura. Un plus del progetto è lo studio del bioma del terreno ovvero l’insieme dei microorganismi che abitano il suolo (Virus, batteri, funghi ecc.), che mira a verificare se le proprietà qualitative del prodotto orticolo coltivato sui terreni fertilizzati sono legate ai mutamenti quali-quantitativi dei microorganismi del terreno.
OP Sole e Rugiada è capofila del progetto che è sviluppato nell’ambito dei Progetti di Ricerca e Sviluppo Programma Operativo 2025/2027 e vede la partecipazione di due importanti enti scientifici ovvero Istituto di Produzioni Vegetali della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa e il Dipartimento di Biomedicina Traslazionale e Neuroscienze “DiBraiN” Università degli Studi di Bari Aldo Moro, enti accademici con competenze specifiche per un progetto complesso. Il primo ente scientifico è dotato di competenze agronomiche e specializzato nel monitoraggio della qualità dei prodotti orticoli e il secondo ente di ricerca dotato di competenze in biologia e medicina fondamentali approfondire gli aspetti del bioma dal campo all’uomo.
La sperimentazione in corso di svolgimento è allestita a Bagnolo Mella (BS) in coltura protetta, nel campo sperimentale organizzato e gestito da OP Sole e Rugiada)
Lo studio della durata di due anni (2025 e 2026) prevede il monitoraggio di quattro cicli colturali per ciascun anno nei quali vengono alternate le coltivazioni di lattughino verde e rucola selvatica, due cicli in primavera e due cicli a fine estate – inizio autunno, preceduti dalle fertilizzazioni organiche effettuate con tre tipologie diverse di fertilizzanti organici, lo studio prevede inoltre il monitoraggio di parcelle non fertilizzate. I tre fertilizzanti organici interessati sono due ammendanti compostati misti (ACM) derivati dalla produzione di biogas ma con ricette di partenza diverse e un fertilizzante organico in pellet con matrici di partenza diverse rispetto agli ACM. Al termine di ciascun ciclo previsto dalla sperimentazioni sono svolti campionamenti ed effettuate analisi determinare la resa delle colture al primo taglio, il tenore di nitrati nel terreno e il tenore idrico nel terreno al momento della raccolta delle colture, Nitrato fogliare, Zuccheri totali, Saccarosio, Clorofille e carotenoidi, Antociani e indice fenolico, macro e micronutrienti, analisi del bioma del terreno ovvero batteri, funghi, virus associati al terreno e alla pianta attraverso analisi del DNA.
Dopo il primo anno di sperimentazione sono stati osservati alcuni fenomeni di particolare interesse e oggetto stesso dello studio ma che necessitano di ulteriori conferme nel secondo anno di attività (2026). Dal punto di vista agronomico i fertilizzanti applicati seppur di natura diversa non hanno determinato rese delle colture diverse, questo aspetto è importante per contenere gli effetti di disturbo della resa sul monitoraggio della qualità del prodotto. È stato osservata invece la tendenza all’aumento dei nitrati nel terreno nel caso di applicazione del fertilizzante in pellet, probabilmente legata ad un effetto accumulo per il susseguirsi dei cicli e delle fertilizzazioni. Relativamente alla qualità del prodotto le tipologie di fertilizzanti applicati hanno mostrato effetto sul metabolismo della pianta mostrando in alcuni un ridotto l’accumulo di nitrati, in altri casi un effetto stressante con aumento di fenoli e antociani e ancora un migliorato assorbimento degli elementi nutritivi, in particolare potassio, piuttosto che di flavonoli per il lattughino autunnale.
Gli studi del bioma ancora parziali e incompleti hanno però mostrato come a livello tassonomico i fertilizzanti non sono stati in grado di modificare sostanzialmente i ranghi più elevati a livello di Phyla, le differenze invece si sono osservate per la loro funzione a livello di Famiglia. In funzione del fertilizzante applicato si sono osservate variazioni delle comunità microbiche in particolare i batteri legati al ciclo dell’azoto, i batteri legati all’interazione pianta-suolo (PGPR), batteri legati alla tolleranza agli stress, i generi che hanno mostrato incrementi sono stati Methylobacillus, Rhodococcus, Klebsiella, Pantoea, Serratia, Alcaligenes.
Le attività sperimentali proseguiranno anche nel 2026 per approfondire e consolidare le conoscenze preliminare ottenute nell’anno 2025.
